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UNAL SINDACATO NAZIONALE GUARDIE GIURATE email: info@unal-sindacato.it Tel. 346.5213845
mercoledì 15 gennaio 2014
Orario di lavoro e riposo settimanale - nuove maxi sanzioni
martedì 8 ottobre 2013
TG 2 DOSSIER (Rai 2): SABATO 12 OTTOBRE ALLE ORE 23,30 CIRCA PARLERA' DEL MONDO DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE
Programma a cui hanno attivamente collaborato alcuni dei nostri
iscritti di Roma, invitati dal Segretario Provinciale di Roma, Lorenzo
Guzzi, a descrivere la situazione lavorativa che vivono quotidianamente .
La nostra Organizzazione Sindacale vuole ringraziare la Dott.ssa Sandra Cecchi, di Rai 2 - TG2 Dossier, che ha dedicato questo
programma al mondo guardie giurate, raccogliendo, dai diretti interessati,
testimonianze su problemi e disagi che si trovano ad affrontare tutti i giorni,
per svolgere un lavoro ad alto rischio che non viene adeguatamente riconosciuto
ne moralmente ne economicamente.
La Segreteria Nazionale UNAL
vigilanza privata
venerdì 15 marzo 2013
La uiltucs aveva richiesto la collaborazione degli altri sindacati...noi l'avevamo data !
Leggi la dichiarazione della>>>uiltucs web.pdf
Ma purtroppo a discapito dei lavoratori, non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalla uiltucs. Ecco il testo della nostra email inviata in data 28 febbraio 2013 alla Segreteria Nazionale della uiltucs:
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Pubblicato da UFFICIO STAMPA UNAL a 17:31
martedì 22 gennaio 2013
Guardia giurata senza "disoccupazione". L'Istituto di Vigilanza non ha pagato i contributi all'Inps
UMBRIA

Anche le grandi aziende, quelle con più di 150 dipendenti a volte non versano i contributi della previdenza sociale all'Inps, nel caso di specie si tratta della “ Vigilanza Umbra Spa”. E’ vero che la crisi economica ha colpito ogni settore ed aziende di tutte le dimensioni ma chi ci rimette sono sempre i lavoratori e le loro famiglie.
Il fatto, cosi come lo espone il sindacato dell’Ugl. L'azienda doveva versare 52 settimane di contributo e di fatto ne hanno versato solo 51 quindi incorrendo in un pagamento mancato all'Inps e creando i presupposti per il lavoratore di non poter usufruire dell’indennità di disoccupazione. Ha dovuto attivarsi l'ufficio vertenze dell'Ugl per venire a capo della intrigata vicenda, scoprendo poi il mancato versamento dell'Azienda e sollecitandola a mettersi in regola per tutelare il diritto del lavoratore.
L'ex dipendente D.B. venne assunto con contratto di dodici mesi a tempo determinato il 26 luglio del 2011, con la possibilità di un rinnovo contrattuale per altri 12 mesi. Il Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori degli Istituti di vigilanza prevede che l'assunzione deve intendersi valida quando il soggetto è possessore del decreto prefettizio di nomina a guardia giurata e del relativo porto d'armi. L 'azienda si è sempre difesa sostenendo che l'ex dipendente aveva ottenuto la "licenza" dalla Prefettura dieci giorni più tardi rispetto alla firma del contratto di assunzione al lavoro: di qui il mancato versamento dei contributi.
Teorema aziendale assolutamente non veritiero, infatti l’UGL con una opera certosina acquisendo anche documenti prefettizi appurava che il decreto e l'autorizzazione del porto d'armi venivano rilasciati immediatamente e precisamente il giorno dopo la firma del contratto.
Di conseguenza, già nel luglio 2012, scadenza del contratto di lavoro, l’ex vigilante D.B. aveva maturato il diritto della disoccupazione ma purtroppo i contributi INPS non sono stati regolarmente versati dall’Istituto di vigilanza. Ora che la burocrazia è stata sconfitta, la Vigilanza Umbra Spa, ha riconosciuto l'errore e provvederà al versamento contributivo e retributivo che mancavano ed è proprio quello che chiedeva l’Ugl.
Per l'ex dipendente e la sua famiglia si apre un’altra strada impervia, questa volta contro l’INPS per la presentazione del “riesame” della pratica di disoccupazione respinta per mancanza dei versamenti contributivi ma il sindacato, anche in questa circostanza, sarà al fianco del suo associato. Il responsabile dell’Ugl Enzo Gaudiosi ha dichiarato: “Troppe volte la Vigilanza Umbra si pone ingiustamente con arroganza nei confronti dei lavoratori ed è auspicabile che nel futuro le relazioni sindacali siano un impegno concreto e primario per i vertici dell’Istituto di vigilanza perché solo unendo tutte le forze e condividendo gli intenti si potrà vincere la battaglia contro questa grande crisi che ogni giorno miete posti di lavoro ed azzera le piccole e medie imprese”.
Laurent De Bai
FONTE: http://affaritaliani.libero.it/umbria/guardia-giurata-senza-disoccupazione210113.html
venerdì 11 gennaio 2013
Sciopero "Guardie Particolari Giurate " il sindacato UNAL vi propone di fare sciopero.
Inviateci i vostri consensi e organizzeremo lo sciopero per noi per la categoria tra le tante dimenticate , a tutela delle poche leggi a nostro vantaggio mai rispettate e per la contrattazione di regole migliorative purtroppo sembrerebbe lontane dagli ultimi intenti contrattuali.
Inviate le vostre proposte di cosa secondo voi deve cambiare e fissiamo una data e da li non ripartiamo ma "partiamo" insieme.
Sindacato Unal vogliamo fare la differenza Uniti a livello Nazionale Autonomamente per il nostro Lavoro rappresentandovi nel giusto per noi e voi.
.....allegando
* possibilita di proposte di cambiamenti ecc
* ed adesione allo sciopero via e mail facebook ecc...
lunedì 29 ottobre 2012
Lo stress da super lavoro va risarcito
Il danno per lo stress da super lavoro va riconosciuto al lavoratore anche se non lo ha mai rivendicato nel corso del rapporto di lavoro e anche se, successivamente, viene espulso dall'ufficio. Il via libera arriva dalla Cassazione (sezione Lavoro, sentenza 18211) che spiega come, «in base al principio della `ragionevolezza´ l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute». In questo modo, la Suprema Corte ha convalidato un risarcimento del danno biologico pari a 25 mila euro nei confronti di un ex portiere di notte che aveva lavorato presso una società nella capitale, dal settembre 1974 al marzo 1997, riportando una sindrome nevrotico ansiosa da stress lavorativo.
Come ricostruisce la sentenza redatta da Umberto Berrino, il portiere, che per tanti anni aveva garantito l'assistenza ai clienti, curandosi anche della cura dei valori in cassaforte, aveva accusato uno stress da super lavoro (l'orario di lavoro andava dalle 21 alle 9 del mattino successivo). Da qui la sua richiesta di essere spostato ad un turno diurno. La società lo aveva invece licenziato, sostenendo che esistevano altri due portieri per il turno di giorno. Davanti al giudice del Lavoro era stata stabilita la legittimità del licenziamento ma la società era stata condannata a risarcire l'ex portiere con 25 mila euro per la sindrome ansioso-depressiva. La Corte d'appello di Roma, nel marzo 2008, aveva inoltre riconosciuto al lavoratore una ulteriore somma di 1292 euro a titolo di differenze retributive.
Contro la condanna al risarcimento dello stress al lavoratore, la società ha fatto ricorso in Cassazione, facendo presente che la prestazione di un portiere non poteva essere considerata usurante date le «pause di inattività» legate a quel genere di prestazione. Piazza Cavour ha bocciato il ricorso e ha osservato che «il principio di `ragionevolezza´ in base al quale l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute, si applica anche alle mansioni discontinue o di semplice attesa»
Del resto, annota ancora la Suprema Corte, «il criterio distintivo tra riposo intermedio, non computabile ai fini della determinazione della durata del lavoro, e la semplice temporanea inattività, computabile, invece a tali fini, e che trova applicazione anche nel lavoro discontinuo, consiste nella diversa condizione in cui si trova il lavoratore, il quale nel primo caso può disporre liberamente di se stesso per un certo periodo di tempo anche se è costretto a rimanere nella sede del lavoro o a subire qualche limitazione, mentre, nel secondo, pur restando inoperoso, è obbligato a tenere costantemente la propria forza di lavoro per ogni necessità».
Nel caso in questione, la Cassazione ha fatto notare che «legittimamente la Corte d'appello ha osservato che la società aveva imposto al lavoratore ritmi lavorativi gravosi come tali incidenti sull'equilibrio psico-fisico del medesimo». Del tutto legittimamente, dunque, il super lavoro è stato ritenuto «concausa della sindrome nevrotica ansiosa» del lavoratore.
(Fonte: Adnkronos)
mercoledì 25 luglio 2012
Vertenza Nestlé-Perugina, giovedì sciopero di due per ogni turno di lavoro
| Economia |

Prima la polemica sugli esuberi, smentiti decisamente dall'azienda, poi quella sulla proposta aziendale al dipendente di ridurre l'orario in cambio dell'assunzione del figlio: arriva in questo contesto, alla Nestlé-Perugina di San Sisto, periferia di Perugia, l'annuncio della Cgil che giovedì prossimo si terranno due ore di sciopero per ogni turno di lavoro e un presidio dalle 10 alle 12 davanti ai cancelli della fabbrica.
Una forma di protesta - tiene a sottolineare il sindacato - che ha ricevuto ''l'unanime approvazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori della Perugina, nelle assemblee fortemente partecipate di venerdì scorso''. ''Lo sciopero - spiega la Rsu dello stabilimento, che lo ha indetto insieme ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil - vuole essere una prima risposta all'atteggiamento negativo dell'azienda e alla mancanza di prospettive per lo stabilimento Perugina. Servono proposte serie ed investimenti per la crescita, non soluzioni tampone che si abbattono solo sulle spalle e, soprattutto, sui redditi dei lavoratori''. Nel corso del presidio di giovedi' davanti alla fabbrica, alle 11 è in programma una conferenza stampa della Rsu e dei sindacati di categoria.
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